Qual è il ruolo dello psicologo-psicoterapeuta nell’assistenza domiciliare?
In che modo può intervenire? Con quali modalità può sostenere i familiari dell’ assistito?
Prendersi cura dei bisogni psicologici degli anziani non è meno importante dell’assistenza sanitaria. Oltre ai bisogni fondamentali ,come il cibo, il sonno e adeguate cure mediche, gli assistiti hanno bisogno di conforto, affetto, tenerezza e rassicurazione che soltanto ,la presenza costante di qualcuno può dare. Di fondamentale importanza, è offrire loro la possibilità di apprezzare le piccole conquiste quotidiane creando una relazione di fiducia e mostrandogli che c’è qualcuno a cui può fare riferimento nel momento del bisogno.Compito del terapeuta ,è cercare di capire che cosa sta vivendo la persona e riconoscere la sua realtà di emozioni e sentimenti.Egli deve riuscire a gestire le paure e le angosce che possono affliggerlo e sostenerlo.Fondamentale è riconoscere la persona come unica, cercando di ascoltare i suoi bisogni, sia attraverso le sue parole, sia attraverso l’espressione delle sue emozioni.Compito non meno importante da parte del terapeuta è aiutarlo a sdrammatizzare ,rinforzando la sua autostima. Per raggiungere tale obiettivo, è fondamentale offrire all’assistito affetto sincero, parlandogli con gentilezza, mettendosi sulla sua stessa lunghezza d’onda, restando in silenzio quando necessario, e utilizzando un linguaggio a lui idoneo.Di rilevante importanza è poi, l’inclusione, coinvolgere l’assistito in qualche attività, dargli la possibilità di raccontarsi, di esprimere i propri desideri, preoccupazioni e dolori.Fondamentale è offrire poi all’assistito il tempo di cui ha bisogno e dividere l’eventuale compito affidatogli in piccole parti con istruzioni semplici e ripetute spesso, perché è importante coinvolgere la persona in qualcosa che sia per lui significativo e piacevole.L’assistenza psicologica alla persona anziana, disabile ,malata richiede molto impegno e la disponibilità a seguire i ritmi e le capacità dell’altro.Occorre un grande dispendio di energie, sia sul piano fisico che psicologico, per per potersi prendere cura di un familiare, senza tener conto che il livello di stress, può diventare maggiore, quando il malato presenta problemi comportamentali. Il peso dell assistenza, in questi casi, può condurre ad una forte depressione in quanto non si riesce più a sostenere né fisicamente, né emotivamente, la relazione di cura. Il carico emotivo, a questo punto, diventa insopportabile, specialmente nei casi in cui il congiunto affetto da demenza (es. Malato di alzheimer) non riconosce più chi è al suo fianco. Accettare tutto questo, non è facile da parte di un familiare. Il senso di impotenza, può diventare insostenibile. Ed è in questo contesto che, seppure con grande sofferenza, matura la decisione di affidare il proprio caro a qualcuno. Ma separarsi dal proprio familiare(anche quando questa è "l ultima ratio", sul piano concreto) porta con sé un grande ed insopportabile senso di colpa, anche se è questa una scelta, nella maggior parte dei casi, inevitabile. Impotenza, senso di colpa, forte disagio derivante dal sentirsi prigionieri di una situazione sempre più gravosa da sopportare, temendo al contempo il proprio crollo psicofisico, è il lungo elenco dei disagi che porta alla decisione sofferta di rivolgersi a qualcuno in grado di offrire il necessario sostegno.Ma è questo un percorso indispensabile per potersi riappropriare della propria vita, grazie al recupero dell’ascolto di sé, delle proprie esigenze e delle proprie necessità.
